SQUADRA CHE VINCE...
Tornare agli splendori di un tempo, era questo l'imperativo dell'anno per il team di sviluppo di PES. Far dimenticare in fretta la versione zoppicante dello scorso anno e ritrovare il feeling con i propri tanti sostenitori, quelli che negli anni hanno decretato il successo preferendo la qualità del titolo giapponese alla quantità del diretto concorrente prodotto da EA.
I passi avanti rispetto alla versione dell'anno scorso sono evidenti nonostante il gameplay di base sia rimasto lo stesso. Ritmo meno frenetico, frame rate stabile, ma soprattutto un netto miglioramento grafico sono gli elementi che balzano subito all'occhio. Controller alla mano bastano pochi secondi per rendersi conto dei maggiori cambiamenti apportati sul campo: un sistema di tiri più raffinato e il ritorno dei passaggi manuali da effettuare con lo stick destro. Aumentate le possibilità di segnare in modi diversi sia da fuori area che sottomisura, sono in particolar modo i tiri al volo quelli che regalano maggiori soddisfazioni. I passaggi manuali invece fecero la loro comparsa in un'edizione per PS2 di qualche anno fa, ma il comando rasentava la follia: bisognava premere lo stick analogico per far partire il passaggio cercando di mantenere la direzione e intensità desiderata. Ora basta rilasciare la levetta per eseguire il passaggio, cosa che richiede comunque molta pratica per essere padroneggiata a dovere ma è questo anche l'unico modo in PES 2009 per scardinare un minimo i binari su cui il gioco sembra essersi ormai fissato. Sì perché le novità sul campo sono finite qui purtroppo.
OFFSIDE
È soprattutto l'Intelligenza Artificiale a rimanere ancorata a schemi visti e rivisti perché i compagni di squadra continuano a sembrare lenti nel pensare. Sono lenti ad accorgersi che avete rubato palla e vi siete involati verso il fondo, lenti a rientrare dal fuorigioco, spesso incomprensibili nei movimenti in difesa. E qualcosa in Konami devono avere ritoccato anche nel controllo del pressing o dei contrasti: una pressione troppo decisa in area del tasto X (PS3) o A (X360) e vedrete il vostro giocatore falciare l'avversario... la cosa accade un po' troppo spesso. Uno dei punti di forza della serie si sta poi trasformando in un arma a doppio taglio: la diversificazione tra i giocatori. Ancora una volta ben differenziati tra loro, i calciatori possono essere riconosciuti anche solo per come corrono, ma da quando PES è entrato nella “next-gen”, le differenze sono diventate un vantaggio eccessivo per alcuni giocatori. Ed è così anche quest'anno: affrontare il Brasile e Adriano in particolar modo potrebbe farvi uscire dalla bocca imprecazioni che non sapevate di conoscere. E allora diventa una gara a chi è più veloce a saltare l'uomo, un gioco di abilità con il controller, un gioco... sì, un gioco arcade. Un ottimo gioco arcade che strizza l'occhio al realismo. Da consumatori prima, da “addetti ai lavori” adesso, ci suona strano doverlo ammettere, ma la cosa è talmente palese... Le parti sul campo si sono invertite. PES è un gioco accessibile, veloce, ancora capace di essere molto divertente, ma è stato sorpassato a destra dalla concorrenza in fatto di realismo. La parola chiave è “engine”, la prima che esce dalla bocca di Takatsuka, quando gli chiedi un parere su FIFA. Il motore di gioco, quello che EA ha fatto nuovo di pacca per la next-gen e raffinato nel tempo, quello che Konami utilizza da troppo tempo e ha portato al limite estremo in questa versione. Così non si può fare molto di più. L'imperativo per il prossimo anno è costruire un engine nuovo. C'è bisogno di cambiare strategia non solo in termini di sviluppo, visto che ad esempio, una delle cose più belle che offre PES 2009 è una modalità che sembra copiata alla concorrenza, Diventa un Mito, ma che in realtà Konami aveva già inserito in una versione di Winning Eleven un paio di anni fa uscita ovviamente solo in Giappone. Tra l'altro, nonostante possa lasciare perplessi nelle prime fasi, questa modalità ha una profondità maggiore rispetto all'equivalente EA e anche una telecamera migliore.
TIRO A VORAGINE
Sull'online per ora possiamo solo dire che il gioco supporta un massimo di quattro giocatori (2 vs 2 oppure 4 in co-op nella modalità Mito), nella speranza che Konami abbia risolto anche il problema che affliggeva il gioco in Rete lo scorso anno.
Due parole vanno spese sulla telecronaca, completamente rivoluzionata e finalmente di alto livello grazie al bravissimo Pierluigi Pardo accompagnato da José Altafini: aumentata la varietà di frasi, ma soprattutto sempre credibile e naturale l'interpretazione.
Ci lasciamo per ultimo il commento sulla sbandierata licenza ufficiale della UEFA Champions League. In effetti la licenza c'è, e come da comunicato ufficiale riguarda i loghi, la sigla, l'interfaccia durante le partite della competizione. Peccato poi che nel gioco non ci siano alcuni club che partecipano al torneo come uno qualunque dei quelli tedeschi (nemmeno il Bayern!) e sia quindi impossibile ricreare i gironi originali di quest'anno.
A FIFA sembra aver fatto bene avere per anni un concorrente così forte come PES, ci auguriamo che le parti si invertano anche in questo senso e che Konami decida finalmente di fare il grande salto in quella che ci ostiniamo a chiamare nuova generazione.



CITAZIONE
CITAZIONE (Dark Elco @ 22/4/2009, 14:24)
AHAHAHHAHAHAHHA e che gruppo sarebbe? virtual brutal death power heavy duechitarreunatastiera?